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DOLOMITI

La Strada delle 52 Gallerie al Pasubio

Una visita al Rifugio Achille Papa e alla Zona Sacra del Pasubio, passando per la spettacolare Strada delle 52 Gallerie
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E
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7:00 h
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17 km
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1130
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ESCURSIONE

Il Pasubio è un vero e proprio museo all'aria aperta sulla Grande Guerra: le sue gallerie sotterranee, le sue trincee, i suoi monumenti commemorativi raccontano di scontri e battaglie su un'importante linea di confine fra Italia e Austria, in un clima di tetra sacralità.


Dal punto di vista escursionistico, gli elementi di maggior interesse sono le tre strade (due delle quali percorribili in fuoristrada) che salgono fino alle linee di battaglia, poste fra i 1900 e i 2200 metri: esse sono la Strada degli Eroi (che sale dal Pian delle Fugazze e attraversa la famosa Galleria Generale d'Havet), la Strada degli Scarrubbi e la celebre Strada delle 52 Gallerie (entrambe con partenza dalla Bocchetta Campiglia). L'itinerario proposto va a percorrere queste ultime due vie.


Parcheggiamo l'auto alla Bocchetta Campiglia (m1216), quindi imbocchiamo la Strada delle 52 Gallerie. Pochi minuti e siamo già alla prima galleria, quindi alla seconda, poi alla terza e alla quarta e alla quinta. Via via che procediamo, il percorso si fa sempre più aereo e panoramico, regalandoci scorci suggestivi. Il tracciato non presenta alcuna difficoltà o pericolo, poiché anche nei punti più impervi non misura meno di un metro di larghezza; è utile una torcia, specialmente in giornate nuvolose. I tempi di percorrenza variano (da 2 a 3 ore) a seconda dell'attenzione che si pone ai numerosi cartelli esplicativi che si incontrano sul percorso. Infine, percorso il tratto più suggestivo del tracciato, abbellito da spettacolari balconi carsici e strutture torreggianti, arriviamo al Rifugio Generale Achille Papa del CAI di Schio (m1928, 2.30 ore), posto in felice posizione presso le Porte del Pasubio, nel punto di incontro delle 3 strade.

L'area più ricca di segni ed immagini della Prima Guerra Mondiale è la "Zona Sacra del Pasubio", delimitata dal Palon, dal Dente Italiano e dal Dente Austriaco, alle spalle del rifugio Achille Papa.


Lasciamo il rifugio salendo su sentiero verso la caserma diroccata posta sull'anticima del Palon, quindi raggiungiamo la brutta croce della cima del Palon (m2232, 45 minuti), prestando attenzione ai cedimenti nei soffitti delle stanze sottostanti (!!). Il panorama da qui è eccezionale: si vedono i manti bianchi dell'Adamello, le forme tipiche delle Dolomiti, e una grossa fetta della pianura veneta. Proseguiamo ora sulla larga cresta carsica, attraversando trincee e cunicoli scavati a colpi di dinamite nella roccia. Giungiamo al Dente Italiano, quindi, superato un avvallamento, al Dente Austriaco (m2127, 30 minuti). Le tracce vanno via via perdendosi: da qui tendiamo leggermente verso destra, scendendo lentamente fra dossi erbosi, fino a che avvistiamo le Sette Croci. Da qui, in piano, torniamo in direzione del rifugio, passando da una pittoresca chiesetta presso la Selletta del Comando, quindi dall'Arco Romano (edificato fra le due guerre) e dall'iscrizione "Di qui non si passa" (m1928, 40 minuti).


Per la discesa possiamo optare per la Strada degli Scarrubbi (o ripercorriamo il sentiero delle 52 gallerie); il tracciato, troppo pianeggiante all'inizio, troppo ripido poi, non è spettacolare quanto la strada delle gallerie; lo seguiamo nella sua interezza fino a tornare alla Bocchetta Campiglia (m1216, 2 ore).

Mappa

MAPPA

Foto

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COSA PORTARE

La montagna è un ambiente pericoloso: assicurati di avere sempre l'attrezzatura adeguata — scarpe da escursionismo o trail, vestiti pesanti e impermeabili in caso di cambiamenti inaspettati delle condizioni metereologiche, un piccolo kit di emergenza.

 

Ho fatto una "nota della spesa" Amazon per verificare che tu abbia tutto — p.s. se compri da questi link, il 3% va a sostenere lo sviluppo e il mantenimento di Hikes of the World 🙏.

 

  • Maglietta traspirante (esempio)

  • Felpa, pile, o giacca leggera

  • Giacca a vento impermeabile (per esempio: uomo / donna)

  • Guanti e berretto (non si sa mai)

  • Zaino con copertura per la pioggia

  • Bastoncini da trekking (non indispensabili, ma aiutano a scaricare il peso dello zaino e ad alleggerire i colpi alle articolazioni)

  • Scarpe da trekking o da trail running (in gran voga ultimamente perché leggere. Queste Salomon — uomo e donna — sono un ottimo entry-level, meglio se Gore-Tex)

  • Per ferrate: kit completo da ferrata (io ho questo, molto leggero e compatto, con questo imbrago ed elmetto — o puoi comprare kit completi). Compra in negozio per ricevere supporto ad hoc

  • Per dormire una notte in rifugio: lenzuolo sacco o sacco a pelo leggero

  • Borraccia o thermos

  • Ramponcini leggeri se pensi di trovare ghiaccio o neve sul percorso

  • Power bank o caricatore per il cellulare

  • Macchina fotografica

  • Drone, per chi ama "volare" (usato con moderazione e a distanza da altre persone. Ho il DJI Mini 2 da oltre 2 anni e mi ci sono trovato molto bene. Il DJI Mini 3 permette anche di scattare fotografie in verticale)

  • Piccolo kit di emergenza (esempio)

  • Crema da sole (indispensabile)

  • Occhiali da sole

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