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VALTELLINA

Rifugio Gerli Porro e Sentiero Glaciologico del Ventina

Alla scoperta dell'Alpe Ventina, sulle tracce di un ghiacciaio in ritiro.
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T
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3:30 h
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10 km
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700
7
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ESCURSIONE

Il Ghiacciaio del Ventina


Il Ghiacciaio del Ventina (o della Ventina), all'ombra degli imponenti profili del Disgrazie e del Cassandra, rappresenta una delle perle naturalistiche della Valmalenco e del settore valtellinese in genere, in quanto uno dei ghiacciai più facilmente accessibili delle nostre montagne lombarde. Purtroppo il ritiro generalizzato di tutti i ghiacciai, in corso da più di cento anni, ha colpito gravemente anche quello del Ventina, che ogni anno perde qualche decina di metri, costringendoci pertanto a salire e a faticare ogni anno di più per raggiungerne la fronte.



Da Chiareggio al Rifugio Gerli Porro e al Rifugio Ventina


Località di partenza è Chiareggio (m1612), ultimo nucleo abitato raggiunto dalla strada del ramo occidentale della Valmalenco. Attraversando per intero il paese si perviene ad un enorme parcheggio a fondo sassoso, posto sotto le case di Chiareggio, di lato al Mallero. Parcheggiata l'auto, si superano le acque limacciose del Mallero su di un ponticello, oltre il quale la carrareccia piega a destra per andare ad addentrarsi poco alla volta nella valle del Ventina.


Siamo in un bosco di pini e larici, che poco lascia vedere. Solo più in alto, a pochi minuti dall'arrivo, si esce dal bosco per attraversare, sempre su comodo sentiero, una vasta pietraia, da cui finalmente abbiamo una vista su questa parte di Valmalenco, con il caratteristico intaglio a V del passo del Muretto, verso nord. Ancora qualche metro e sbuchiamo alle spalle del Rifugio Gerli-Porro, posto all'estremità settentrionale dell'Alpe Ventina (m1960, h1.00). L'occhio corre per i prati, oltrepassa la piana alluvionale, risale antiche morene per raggiungere infine il corpo glaciale del Ventina, a forma di falce di luna, oggi purtroppo non più voluminoso come qualche decennio fa.


Volendo aggiungere qualcos'altro, possiamo salire al Torrione Porro (circa h1.30 A/R), facile cucuzzolo con panorama dall'alto sul Ventina e sul Lago Pirola, oppure (scelta più classica) raggiungere la fronte del ghiacciaio.



Il Sentiero Glaciologico Vittoria Sella al Ghiacciaio del Ventina


Questa seconda ipotesi ci fa percorrere il Sentiero Glaciologico Vittorio Sella, segnato da bolli blu e attrezzato con targhette riportanti la posizione della fronte del ghiacciaio nei vari momenti del secolo scorso. Si imbocca oltrepassando la piana e il Rifugio Ventina, tenendoci sul versante orientale della valle. Ignorata la deviazione per il Passo Ventina, ci si addentra nel vallone semicircolare scavato dal ghiacciaio. La cresta della morena sulla nostra sinistra, via via che procediamo, si alza sempre più, mostrandoci lo spessore che il ghiacciaio aveva raggiunto nel momento di massima espansione della piccola età glaciale.


Giunti alla base di un gradino il sentiero glaciologico ci abbandona, costringendoci a proseguire lungo ripide tracce sassose. Guadagnato il ripiano, ci troviamo davanti agli occhi la fronte del Ventina (h1.30) in tutta la sua imponenza.


Al ritorno, ridisceso il gradino, superiamo il torrente su di un ponticello, per completare sul versante occidentale della valle il percorso del sentiero glaciologico. Facciamo ritorno all'Alpe Ventina (h1.00), da cui scendiamo a valle con la carrareccia utilizzata al mattino (h0.45).

Mappa

MAPPA

Foto

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COSA PORTARE

La montagna è un ambiente pericoloso: assicurati di avere sempre l'attrezzatura adeguata — scarpe da escursionismo o trail, vestiti pesanti e impermeabili in caso di cambiamenti inaspettati delle condizioni metereologiche, un piccolo kit di emergenza.

 

Ho fatto una "nota della spesa" Amazon per verificare che tu abbia tutto — p.s. se compri da questi link, il 3% va a sostenere lo sviluppo e il mantenimento di Hikes of the World 🙏.

 

  • Maglietta traspirante (esempio)

  • Felpa, pile, o giacca leggera

  • Giacca a vento impermeabile (per esempio: uomo / donna)

  • Guanti e berretto (non si sa mai)

  • Zaino con copertura per la pioggia

  • Bastoncini da trekking (non indispensabili, ma aiutano a scaricare il peso dello zaino e ad alleggerire i colpi alle articolazioni)

  • Scarpe da trekking o da trail running (in gran voga ultimamente perché leggere. Queste Salomon — uomo e donna — sono un ottimo entry-level, meglio se Gore-Tex)

  • Per ferrate: kit completo da ferrata (io ho questo, molto leggero e compatto, con questo imbrago ed elmetto — o puoi comprare kit completi). Compra in negozio per ricevere supporto ad hoc

  • Per dormire una notte in rifugio: lenzuolo sacco o sacco a pelo leggero

  • Borraccia o thermos

  • Ramponcini leggeri se pensi di trovare ghiaccio o neve sul percorso

  • Power bank o caricatore per il cellulare

  • Macchina fotografica

  • Drone, per chi ama "volare" (usato con moderazione e a distanza da altre persone. Ho il DJI Mini 2 da oltre 2 anni e mi ci sono trovato molto bene. Il DJI Mini 3 permette anche di scattare fotografie in verticale)

  • Piccolo kit di emergenza (esempio)

  • Crema da sole (indispensabile)

  • Occhiali da sole

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